Palaexpo, nominato il nuovo cda La presidenza va a BernabèPalaexpo, nominato il nuovo cda La presidenza va a Bernabè

di Redazione Roma Online

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Il sindaco di Roma Ignazio Marino e l’Assessore alla Cultura Flavia Barca hanno nominato oggi i cinque membri del cda dell’Azienda Speciale Palaexpo: due donne e tre uomini, «che presteranno l’incarico a titolo gratuito». Si legge in una nota del Campidoglio. Tra loro c’è anche Franco Bernabè. 

Selezione dei curriculum

«Il nuovo Cda esprime, a cominciare dalla figura di Franco Bernabè, competenze, professionalità ed esperienza indispensabili per potenziare l’offerta di Palaexpo» ha detto il sindaco Marino. I membri del Cda dell’Azienda Speciale Palaexpo, spiegano dal Campidoglio, sono stati selezionati tra i 30 curriculum giunti dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico, chiuso lo scorso 18 dicembre

 

Franco Bernabè (Ansa)
Franco Bernabè (Ansa)

«Alto profilo»

Franco Bernabe’, manager, dal 2001 al 2003 è stato Presidente della Biennale di Venezia e dal 2004 è Presidente del Mart di Trento e Rovereto, importante museo italiano di arte moderna; Claudia Ferrazzi, manager culturale internazionale, dal 2013 Segretario generale dell’Accademia di Francia a Roma, già amministratore generale aggiunto del Museo Louvre dal 2011-2013; Silvana Novelli, esperta internazionale in marketing culturale e comunicazione; Claudio Strinati, esperto di arte antica, ex dirigente Mibact; Lorenzo Nicola Marcello Zichichi, Presidente del Cda `Il Cigno GG´ edizioni, curatore di mostre internazionali di arte contemporanea. «Sono profili di grande valore – sottolinea Barca – con importanti esperienze dirigenziali e con una visione innovativa per un’istituzione culturale fondamentale non solo per Roma ma per il Paese. Con il nuovo Cda ci metteremo subito a lavoro per attuare un piano di rilancio strategico per tutto il settore culturale della città, che permetta anche di attrarre investitori italiani ed esteri».

http://roma.corriere.it/notizie/arte_e_cultura/14_marzo_28/palaexpo-nominato-nuovo-cda-presidenza-va-bernabe-08412cb8-b6a4-11e3-ac02-19a792716bb3.shtml

Regina José Galindo al PAC

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“Estoy viva” è il titolo della retrospettiva che il Padiglione d’Arte Contemporanea dedica 
all’artista guatemalteca Regina José Galindo. 

Piccola e fragile come una farfallina della farina, da sempre infligge al suo corpo azioni 
e situazioni davvero difficili da sostenere, sia come performer che come pubblico. 
Sempre completamente nuda, si fa seppellire, si scalfisce la pelle, si espone allo scherno 
e alla violenza… 

Incatenata, affogata, sporcata, fa molto più che raccontare gli orrori della guerra civile 
nel suo Paese, testimonia la crudeltà e l’infamia della storia, soprattutto nei confronti 
delle donne. 

E seppure una foto o un video siano molto più tranquillizzanti dell’avercela di fronte 
insanguinata (come capiterà a pochi stasera), questa mostra in uno spazio pubblico vicino 
ai giardinetti è un atto molto coraggioso da parte delle istituzioni. 

“Estoy viva” Regina José Galindo 
Padiglione d’Arte Contemporanea – PAC Via Palestro, 14 Milano fino al 08/06/2014 

http://www.undo.net/it/my/milanesiadi/291/792

Augusto e non solo: le sorprese del Fai

 

Da Bolzano a Trapani, 750 luoghi da riscoprire nella Giornata del Fondo Ambiente. C’è anche il percorso dedicato all’imperatore, morto duemila anni fa.

È dedicata all’imperatore Augusto, in occasione del secondo millenario della sua morte, la ventiduesima edizione delle Giornate FAI di Primavera. Il 22 e il 23 marzo si potrà accedere a aree archeologiche, ville, palazzi, carceri, ipogei e sedi dell’informazione per un totale di 750 siti aperti in tutte le regioni d’Italia, di cui 120 raccontano del grande imperatore romano. Da 22 anni l’appuntamento di primavera si rinnova e  la partecipazione è sempre più numerosa come il desiderio di scoprire e visitare il tesori del nostro patrimonio storico artistico ed ambientale. L’ omaggio ad Augusto è per ora l’unica manifestazione nazionale che avrà al centro l’opera di rifondazione dello stato imperiale nei suoi vari aspetti, fatta nella pausa voluta durante l’espansione dell’Impero Romano. Augusto ristrutturò e fece rinascere la capitale e non solo, motivo concreto d’ispirazione per una rinascita del nostro Paese. Il catalogo delle aperture è molto vario ne segnaliamo alcune.

Partiamo da Roma. Tre eccezionali aperture dedicate alla figura di Augusto: il Mausoleo di Augusto, da anni chiuso al pubblico sarà visitabile è la più ampia tomba dinastica del mondo romano.  Il Teatro di Marcello, dedicato da Augusto al nipote morto in giovane età, il Foro di Augusto, costruzione dei Fori Imperiali, luogo in cui l’arte celebrava e propagandava la gloria dell’imperatore.

Milano si può visitare la sede della Rai in corso Sempione realizzata nel 1939 dall’architetto Giò Ponti, allora sede dell’EIAR: conserva arredi degli anni Cinquanta e importanti opere di Mario Sironi e Salvatore Fiume. Chi ama lo sport potrà invece scegliere il Velodromo Vigorelli con la sua pista leggendaria. Sarà poi aperto l’Albergo Diurno “Venezia”, gioiello del Liberty milanese, risale 1926 e fu realizzato con lo scopo di fornire servizi per cittadini e viaggiatori. Dopo anni di abbandono è stato ripristinato grazie al lavoro dei volontari del FAI. Sarà poi visitabile lo storico  

Palazzo del Corriere della Sera in via Solferino.

Passiamo a Napoli dove è possibile accedere all’Archivio di Stato, che nel 1808 divenne  “Archivio Generale del Regno”, la sede è nel  Monastero dei Santi Severino e Sossio. Settantamila metri lineari di scaffalature contenzono documenti storici,  un tesoro solitamente inaccessibile che si apre al grande pubblico. A Bassano Romano in provincia di Viterbo, si potrà scoprire un gioiello dell’arte italiana Palazzo Giustiniani – Odescalchi, alto esempio di manierismo romano da valorizzare.

In Liguria, a La Spezia, verrà aperto l’Arsenale Militare Marittimo, fatto edificare da Camillo Benso Conte di Cavour, che  nel 1857 ottenne il trasferimento della Marina Militare da Genova a La Spezia. Occupa una superficie di 85 ettari:  non vi si costruiscono più navi, ma proseguono attività di manutenzione e di trasformazione delle unità navali.

Il Carcere San Sebastiano a Sassari, ottocentesco modello panottico, da pochi mesi svuotato della sua funzione,  i detenuti  sono stati trasferiti nella moderna struttura di Bancali, permette una visita con forti risvolti simbolici e sociali.

Ci spostiamo in Sicilia a Corleone dove è possibile visitare il  Monastero del SS. Salvatore, straordinario complesso medievale con affaccio sulla suggestiva Gola del torrente Corleone, scavata tra alte pareti di rocce calcaree, con la cascata delle Due Rocche.  Villa Raffo a Palermo, dimora nobiliare settecentesca di assoluta bellezza provata da atti vandalici e dall’abbandono che rischiano di rovinarla.
E ancora il Cisternone a Livorno, monumentale serbatoio in stile neoclassico realizzato nella prima metà del XIX secolo per l’approvvigionamento idrico della città, il Borgo di Monterchi in provincia di Arezzospettacolare borgo posizionato su una collena che custodisce con la splendida Madonna del parto di Piero della Francesca.
La Galleria del Vento a Mandello del Lario, costruita negli anni Cinquanta dalla Moto Guzzi per fare collaudi ed esperimenti aerodinamici sulle moto, altra possibilità nei paraggi è quella a  uno dei più importanti Aeroclub di Volo a Vela a Calcinate in provincia di Varese.
Le Giornate FAI di Primavera sono aperte a tutti, ma è riservato un trattamento privilegiato agli iscritti che sostengono  la Fondazione, con corsie preferenziali, ed eventi speciali. Tra le aperture riservate agli iscritti segnaliamo  Palazzo Labia Venezia, struttura barocca di proprietà della RAI con dipinti di Giambattista Tiepolo e  Villa Lucia Napoli, opera neoclassica in stile pompeiano adiacente al Parco della Floridiana. Sarà  possibile iscriversi al FAI durante tutto lo svolgersi della manifestazione per usufruire subito dei vantaggi riservati agli iscritti. 

Per l’elenco completo delle aperture delle Giornate FAI consultare il sito (http://www.giornatefai.it/) oppure telefonare al numero 02.87119115. è poi possibile scaricare gratuitamente sugli store di Google e Apple la App delle Giornate FAI di Primavera. Infine si può contribuire alla preziosa attività del FAI con un piccolo supporto economico  mandando un SMS da 1 euro fino al 23 marzo al 45595.

di Valentina Tosoni

http://viaggi.repubblica.it/articolo/augusto-e-non-solo-le-sorprese-del-fai/229185

 

 

 

 

Roma, città d’arte senza storici dell’arte

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Roma. È stato il più grande concorso mai tenuto nella sua storia da Roma Capitale, 300 mila domande (quasi un decimo della popolazione cittadina) per 1.995 posti, ma il sindaco Marino, nel novembre 2013, a procedure selettive portate a termine per quasi tutti i profili richiesti, con i vincitori sull’orlo dell’assunzione ha, detto no. Oltre a economisti, informatici, geologi, insegnanti, architetti e ingegneri, il maxiconcorso comprendeva la selezione di 20 storici dell’arte, 14 archeologi, 3 restauratori e 43 bibliotecari.
Erano tutti sicuri di ottenere l’agognato e meritato posto fisso, dopo quattro anni (il concorso era stato bandito nel 2010) e quattro dure prove superate (una preselettiva, uno scritto generale, uno scritto specialistico e una prova orale); ma qualcuno si accorge che le buste delle domande erano trasparenti, e che l’anonimato dei candidati non era garantito.
La Procura della Repubblica ha aperto un’indagine, si profilano tempi lunghi e la disastrata condizione economica della Capitale non invita all’ottimismo per quanto riguarda nuove assunzioni: il decreto governativo Salva Roma impone infatti un piano di rientro molto severo.
Intervistiamo Federico De Martino, portavoce di storici dell’arte, archeologi, restauratori e bibliotecari vincitori del concorso.
Che cosa vi aspettate dal sindaco Marino? 
Le nostre graduatorie sono vigenti da nove mesi, quindi ci aspettiamo di essere assunti. I precedenti concorsi per i nostri profili furono banditi dal Comune più di trent’anni fa. Presto si avrà una raffica di pensionamenti. Come farà la Sovrintendenza Capitolina a svolgere le proprie funzioni senza le opportune figure professionali? Stiamo parlando di un patrimonio di rilevanza universale: i Musei Capitolini, le Mura Aureliane, le ville storiche di Roma. Pur con i limiti al turnover, nel 2014 Roma Capitale potrebbe assumere circa 200 vincitori di concorso (a fronte di oltre il doppio dei pensionamenti). Noi, tra storici dell’arte, archeologi, restauratori e bibliotecari, siamo solo 80. In fondo basterebbe poco per mettere al sicuro gli organici della Sovrintendenza Capitolina e delle biblioteche di Roma. Chiediamo al sindaco azioni concrete a favore dei beni culturali. Finora la situazione non è stata incoraggiante. Per esempio, ancora non è stato nominato il sovrintendente. Su questi temi è di recente intervenuto con preoccupazione anche Icom Italia.
È motivato il blocco dei concorsi per la presunta trasparenza delle buste?
In verità i concorsi non sono mai stati bloccati. Semplicemente perché non è emerso alcun motivo per sospenderli. L’indagine della magistratura accerterà se siano stati compiuti reati penali, ma questo non ha a che fare con la regolarità amministrativa delle procedure, che non è messa in discussione. Tant’è vero che Roma Capitale da novembre ha potuto proseguire senza problemi l’iter dei concorsi fino a concluderli quasi tutti.
La questione è allora la procrastinazione immotivata delle assunzioni. Temete che il piano di rientro previsto dal decreto Salva Roma possa comportare un blocco delle assunzioni?
Il Salva Roma non dovrebbe ostacolare le nostre assunzioni. Il problema degli esuberi riguarda le aziende partecipate (come Zètema, Ndr), non la Sovrintendenza o le biblioteche, dove c’è carenza di personale. Infatti, il sindaco ha disposto la sospensione delle assunzioni solo nelle partecipate. Non ci risulta che la misura riguardi anche gli uffici di Roma Capitale. A Marino chiediamo di avere uno sguardo lungo, che vada oltre l’emergenza. Assumere i vincitori di un concorso non significa buttare le risorse dalla finestra, ma investire sul futuro e sul merito. Recentemente l’Assemblea Capitolina ha anche approvato all’unanimità una mozione che impegna la giunta a destinare tutte le risorse disponibili alle assunzioni dei vincitori delle procedure selettive. 
Vi siete organizzati e siete scesi in piazza per protestare, anche recentemente. Quali gli esiti?
Nel novembre del 2013 si è costituito il comitato 22 Procedure per la Giustizia per ottenere l’assunzione di tutti i vincitori e lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei. Abbiamo manifestato in piazza SS. Apostoli il 18 novembre del 2013 e di nuovo in piazza del Campidoglio martedì scorso, il 18 marzo. È stato consegnato al sindaco un documento, con una serie di proposte concrete per garantire un futuro a Roma Capitale attraverso l’assorbimento di chi ha vinto una procedura selettiva. Ha un titolo provocatorio, ma anche veritiero: «Il Salva Roma siamo noi». Abbiamo vinto un concorso e siamo a disposizione della città, per garantire servizi sempre migliori. Gli storici dell’arte si stanno coordinando con archeologi, restauratori e bibliotecari. Il 7 marzo scorso abbiamo potuto assistere a una seduta congiunta delle Commissioni capitoline Cultura e Personale, in cui il vicesindaco Nieri ha dichiarato che nel 2014 la nostra situazione si sbloccherà. Ha detto che sarà l’anno della cultura. Ora ci aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti.
Cosa intendete fare in futuro?
Noi della «famiglia cultura» del maxiconcorso stiamo aspettando la nomina del sovrintendente capitolino. Chiunque sarà, lo incontreremo subito e chiederemo il suo sostegno per la nostra chiamata in servizio. Abbiamo superato dure prove di diritto, marketing e comunicazione, ma il mestiere in una pubblica amministrazione non s’impara sui libri. È necessaria l’esperienza sul campo. Quando gli attuali funzionari della Sovrintendenza Capitolina saranno andati in pensione, non avremo più nessuno cui affiancarci, non ci potrà più essere una trasmissione di saperi. Diremo al sovrintendente che la nostra assunzione non può essere ancora rimandata.

di Guglielmo Gigliotti

http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/3/118817.html

Tre anni dall’inizio della guerra in Siria

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Lo street artist britannico Banksy ha realizzato una copia della sua famosa opera “La bambina con il palloncino rosso” e l’ha dedicata a una campagna di sensibilizzazione sul conflitto siriano, cominciato tre anni fa.

La bambina ritratta nell’opera infatti è diventata una rifugiata siriana.

L’opera dell’artista, apparsa sul suo sito e poi su quelli di molte associazioni umanitarie con l’hashtag #withSyria, ha ispirato anche una campagna in molte città del mondo.

“Il 6 marzo 2011 a Daraa, in Siria, quindici ragazzini sono stati arrestati e torturati per aver disegnato sul muro dei graffiti antiautoritari. Le proteste che sono scaturite dal loro arresto hanno portato a un’esplosione della violenza in tutto il paese. Le proteste si sono trasformate in una vera e propria guerra civile che ha prodotto 9,3 milioni di profughi”, c’è scritto sul sito di Banksy.

Il 13 marzo in tutto il mondo migliaia di persone hanno ricordato il terzo anniversario dell’inizio della guerra in Siria proiettando l’opera di Banksy sui monumenti delle città.

Dal Lincoln memorial alla torre Eiffel passando per Trafalgar square: centinaia di persone e associazioni si sono ispirati a Banksy per ricordare la guerra in Siria.

http://www.internazionale.it/news/siria/2014/03/14/tre-anni-dallinizio-della-guerra-in-siria/