Situazione Roma: grave. Parla la Consulta per l’Arte Contemporanea, che ha incontrato di nuovo Flavia Barca, e programma nuove intese

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Lo scenario è sempre, grossomodo, il medesimo. Instabile, e oscuro. La Consulta Permanente per l’Arte Contemporanea di Roma, all’indomani di un nuovo colloquio con l’Assessore Barca ribadisce i punti che tutti conosciamo: un’assoluta immobilità dello stato delle cose, ora ampliata anche dall’attesa dell’approvazione del bilancio comunale, che vedrà la luce presumibilmente nei prossimi giorni. 
Che di certo non risolverà in toto le questioni, né tantomeno garantirà una chiarezza sull’idea della nuova fondazione che dovrebbe accorpare Macro e Palaexpo, e della sua relativa governance, ma che almeno farà luce sui fondi che alla cultura capitolina saranno destinati.
«Un’ipotesi sulla quale si sta ragionando è quella di creare un qualche tipo di percorso collettivo e sperimentale per il Macro, che riempia di contenuti il tempo nel quale il museo resterà privo di direzione e relativo indirizzo.
Abbiamo ribadito all’Assessore la possibilità di esporre in questo periodo, e in tutto il museo, l’intera collezione, magari anche integrandola con le opere più significative conservate nella Galleria di via Crispi. Si creerebbe così un’occasione unica per ragionare sul percorso fatto in questi anni dal Macro, sul suo rapporto con la città, con la scena nazionale e internazionale. L’Assessore non si è detta contraria a quest’ipotesi», riporta il documento firmato dai rappresentanti della consulta Raffaele Gavarro, Alfredo Pirri, Silvia Litardi, Laura Palmieri e Davide Dormino.
Intanto però, oltre alle proposte fattibili in questa situazione, la Consulta si “allea” insieme ad una serie di altri ambiti della cultura romana, nelle stessa situazione in cui versano Macro e Palaexpo, solo per citare i due esempi più famosi e vicini. «Si sta profilando l’ipotesi di un’assemblea generale della Scena del Contemporaneo a Roma, in cui discutere pubblicamente con l’amministrazione (Sindaco, Assessore e Commissione Cultura) su come e dove reperire risorse per il contemporaneo, da aggiungere a quelle che saranno destinate con la già citata e attesa definizione del bilancio», riporta ancora la Consulta.
Prossimo appuntamento a metà maggio, intanto si accettano proposte. Come sempre. Per tentare di sbloccare la nave dai ghiacci, o dal pantano. 
 

Pompei, accalappiacani negli Scavi. Protestano guide e animalisti

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Accalappiacani negli Scavi di Pompei (Napoli). Da lunedì mattina una pattuglia di operatori dell’Asl Napoli 3 Sud pattuglierà il sito archeologico per bonificarlo dalla presenza dei randagi che storicamente circolano indisturbati. Il problema dei cani, fotografati e di sovente messi in prima pagina come emblema dell’incuria della città antica, sarà risolto da una impresa di Ottaviano che li chiuderà nel suo canile. La “caccia” durerà tre giorni.

Ma l’uso degli accalappiacani non trova una vasta approvazione tra gli amici degli animali. La protesta parte proprio da un gruppo di guide turistiche che lavorano regolarmente negli Scavi di Pompei e che hanno inviato una lettera  alla Soprintendente di Pompei, Massimo Osanna, e alle testate giornalistiche, promettendo di raggiungere anche le ambasciate all’estero. “Come mai- chiedono le guide turistiche – i cani diventano sempre e obbligatoriamente il capro espiatorio del degrado di Pompei? Questo problema è già stato sollevato in diverse occasioni, ed ogni volta sono giunte da tutto il mondo lettere di solidarietà ai cani di Pompei che sono la sola nota di allegria, simpatia e dolcezza in un sito degradato da anni per via dell’incuria delle amministrazioni, e dello scarso senso civico di alcuni turisti” . 

La missiva è firmata da Annamaria Durante, guida autorizzata di Roma e Provincia, e Regione Campania, che fa parte anche di un’associazione di volontariato con la quale presta assistenza ai randagi, molti dei quali – assicura – “sono castrati, sterilizzati , microchippati e curati dalle varie associazioni di volontariato”. 

redazione repubblica.it

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/04/27/news/pompei_accalappiacani_negli_scavi_protestano_guide_e_animaliste-84633023/

 

Il castello di Santa Severa riapre dopo 10 anni, Zingaretti: è il Colosseo del mare

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Ha riaperto al pubblico, dopo oltre dieci anni, il castello di Santa Severa, alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e del sindaco di Santa Severa Roberto Vaccheca. L’apertura ha previsto un itinerario guidato all’interno del castello, di proprietà dal 2011 della Regione Lazio. Da oggi partiranno dieci giorni di apertura straordinaria, e saranno oltre cinquemila le persone che potranno far visita al castello. Una parte del complesso è occupata dagli uffici del Mibac, dal museo civico ‘Museo del mare e della navigazione antica’, dagli uffici della Riserva naturale regionale di Macchia Tonda ed altri servizi commerciali. I lavori di restauro del castello, finanziati dalla Provincia di Roma sono stati avviati nel 2004 a seguito dell’approvazione, in conferenza dei servizi del progetto esecutivo. il restauro si è concluso lo scorso luglio con la consegna delle chiavi alla Regione Lazio.

«Per questo territorio il castello di Santa Severa è come il Colosseo per Roma – ha dichiarato, durante la sua visita il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti -. Dobbiamo essere all’altezza di questi luoghi dandogli una vocazione. Le potenzialità ci sono – ha proseguito Zingaretti – e non sono incompatibili con una fruizione culturale. Il presidente della Regione Lazio ha inoltre ricordato che il castello di Santa Severa dovrà essere uno dei fiori all’occhiello dell’eccellenza dell’Expo 2015. «Il tema dell’Expo è il cibo e questo territorio, accanto all’area di Montecassino e di Fossanova ha grandi risorse, dal vino all’enogastronomia».

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/castello-severa-zingaretti-colosseo/notizie/651624.shtml

Giornata mondiale del libro 2014 – A piazza Vittorio libri gratis

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Da Federico Moccia a Gabriel Garcia Marquez, da Alberto Angela a Noam Chomsky. C’è un po’ di tutto tra gli oltre duemila volumi che la mattina di domani, in occasione dellaGiornata mondiale del libro, saranno distribuiti gratuitamente a Roma, in piazza Vittorio.

Oltre ai passanti e ad alcune scuole che hanno aderito all’iniziativa, tra cui la primaria Di Donato di via Bixio e l’itis Galilei di via Conte Verde, i libri saranno consegnati a numerose realtà aggregative che operano a favore dei cittadini stranieri. L’evento, denominato Un libro per l’integrazione è promosso da fondazione IntegrA/Azione, onlus che opera a livello internazionale nella gestione di azioni umanitarie, e rappresenta l’appendice del progetto più ampio Nuova vita ai tuoi libri che ha coinvolto le librerie Feltrinelli di tutta Italia e il consorzio Comieco (recupero degli imballaggi). L’intera iniziativa ha permesso la raccolta di oltre 35mila volumi destinati a programmi di alfabetizzazione e corsi di lingua italiana per stranieri e alla creazione di biblioteche all’interno dei Cara soprattutto nel Sud Italia (Foggia, Crotone, Catania e Caltanissetta).

Ora una parte residua di quei volumi, costituita soprattutto da doppioni, sarà distribuita in occasione della Giornata mondiale del libro a Roma. Altre distribuzioni avverranno nei mesi a seguire in tutta Italia. Variegata l’offerta libraria che sarà distribuita in piazza Vittorio a Roma: si va dai libri per l’infanzia e alla saggistica, destinati principalmente alle scuole, fino ai gialli e ai romanzi, distribuiti soprattutto ai passanti. Ai cittadini stranieri saranno destinati principalmente i classici italiani e internazionali, nonché libri di autori sudamericani, africani e asiatici o in lingua.

 http://www.romainunclick.it/arte-cultura/item/3437-giornata-mondiale-del-libro-2014.html

 

Lisbona, la capitale europea della street art

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VhilisPixel PanchoTamara Alves, una delle poche ragazze, MaismenosOs Gemeos,Blu. Sono solo alcuni dei grandi street artist che hanno trovato in Lisbona la piazza giusta in cui mostrare la propria street art. La capitale portoghese, infatti, dal 2009 ha iniziato una politica volta a dare spazio all’arte di strada. Ed è così che in alcune zone della città si è sviluppata una vera e propria Galleria d’arte urbana, in cui alcuni grandi writers sono stati ospitati per disegnare muri e palazzi. Addirittura il comune, oltre a fornire spazi, copre quasi tutte le spese per gli strumenti. E così, nel giro di poco tempo, Lisbona è diventata la vera capitale europea della street art.

redazione insideart

guarda la photo gallery:

http://www.insideart.eu/2014/04/20/lisbona-la-capitale-europea-della-street-art/

La nuova vita del Museo Boncompagni Ludovisi

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Rinasce il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX, che riapre oggi a Roma, dopo alcuni mesi di lavori di ristrutturazione, con un secondo piano rinnovato, un impianto di climatizzazione nuovo di zecca e un allestimento ampliato da nuovi abiti di sartoria degli Anni Venti della Sartoria Paradisi, accessori (cappelli e gioielli d’epoca), ritratti d’autore e arazzi d’artisti provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna, di cui il Villino costituisce un’emanazione.

   “Per i lavori di ristrutturazione sono stati spesi 200mila euro”, ha detto nella presentazione alla stampa Maria Stella Margozzi, storica dell’Arte della Galleria d’Arte Moderna e direttrice del Museo Boncompagni Ludovisi. “I complessi lavori di restauro – ha aggiunto la direttrice del Museo – hanno interessato l’androne voltato, che attraverso una lettura filologica dei materiali e delle coloriture ha ritrovato la sua policromia, e il secondo piano, interamente ristrutturato e dotato di un nuovo impianto microclimatico degli ambienti”.

   Villino Boncompagni venne costruito nel 1901 dall’architetto Giovanni Battista Giovenale. Oggi contiene opere provenienti dalle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, un periodo artistico che parte dal XX secolo caratterizzato da fenomeni culturali come i modernisti, agli anni Trenta, epoca in cui il principe Andrea Boncompagni fece ristrutturare l’edificio per farvi la propria dimora e della sua seconda moglie, la svedese Blanceflor de Bildt. Tali modifiche hanno determinato un cambiamento strutturale degli ambienti e dell’arredamento del primo piano, che da quel momento associa elementi del Seicento a oggetti e decori del tardo Ottocento e Decò.

   La collezione di abiti d’alta moda del Museo Boncompagni iniziò a formarsi nel 1996, quando alcune maison romane, tra cui Sarli, Gattinoni, Sorelle Fontana, Litrico, e due giornaliste di moda, Patrizia Vacalebri e Stefania Ciacomini, diedero vita a un’associazione culturale a favore della creazione di un Museo della Moda a Roma, che avesse nel Museo Boncompagni una prima sede. Grazie alle generose prime donazioni di quegli stilisti, ma anche di Valentino, Raffaella Curiel, Marella Ferrera, Lorenzo Riva, Renato Balestra, si creò a partire dalla fine degli anni Novanta un nucleo di abiti che rappresentano la storia dell’Alta Moda italiana. Negli anni a questo primo nucleo si sono aggiunte altre donazioni, alcune costituite da fondi di note sartorie romane, come quella di Giuseppe Paradisi, altre costituite da guardaroba di donne celebri, come Palma Bucarelli (storica direttrice della Galleria, di cui oggi il Museo conserva abiti, calzature, gioielli e ritratti), Maria Vittoria Alfonsi e Nicoletta Pietravalle. Inoltre, gli abiti dagli anni Venti agli Ottanta, di Sorelle Botti, Nicola Zecca, Aurora Battilocchi, Maria Antonelli, Simonetta, Giorgio Armani, Laura Biagiotti, Enrico Coveri, Krizia. Nel Salone delle Vedute sono esposti, in occasione della riapertura del Museo, alcuni degli abiti che fanno parte del primo nucleo di donazioni al Museo: quelli di Fausto Sarli, Litrico, Gattinoni, Marella Ferrera, Valentino, Raffaella Curiel, Lorenzo Riva, Renato Balestra.

   I restauri del Villino sono stati progettati e diretti dall’architetto della Galleria Nazionale d’Arte Moderna Massimo Licoccia, che ha condiviso l’allestimento con Margozzi. Il lavoro di restauro degli arredi del Museo e delle sue collezioni è stato svolto dalla Ditta Mercuri & Talarico. 

Redazione ANSA

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2014/04/15/nuova-vita-al-museo-boncompagni-ludovisi_9dc606ca-763a-401e-8632-d9563d465310.html

L’arte nel blu: Thomas disegna tra i palazzi

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Le illustrazioni di Thomas Lamadieu sono incastonate tra i palazzi. La sua serie, Sky Art, si arricchisce costantemente. I protagonisti prendono forma grazie all’immaginazione dell’autore e si collocano in porzioni  di cielo delimitate da edifici, dando vita a scenette surreali e divertenti.  

(a cura di Eleonora Giovinazzo) 

guarda la galleria fotografica:

http://www.repubblica.it/speciali/arte/gallerie/2014/04/16/foto/cieli_disegnati_tra_palazzi-83783871/1/#15