La Collezione Farnesina

Era il 2001. L’allora segretario generale del ministero degli Esteri, Umberto Vattani, dava il via a quell’operazione di acquisizione di opere d’arte che, nel giro di qualche anno, sarebbero diventate la Collezione d’arte contemporanea della Farnesina, una delle più prestigiose d’Italia. Ieri sera, in occasione della giornata della Trasparenza, è stato inaugurato il nuovo allestimento, sempre work in progress. Proprio così, perché il Comitato scientifico della Farnesina, composto da alcuni dei massimi esperti di arte contemporanea, tra cui Anna Mattirolo, direttore del Maxxi Arte, Gabriella Belli, direttore dei Musei civici di Venezia e Gianfranco Maraniello, direttore del Mambo, è sempre in attività, alla continua ricerca di capolavori da aggiungere al ”tesoro”.
Tra i corridoi del ministero ieri scorreva un fiume di gente. Tutti con gli occhi increduli di fronte a tale bellezza. Del resto, l’obiettivo di questo slancio nei confronti dell’arte sta proprio in questo effetto: «Vogliamo stupire i nostri ospiti internazionali con un primo contatto con la reale bellezza che il nostro paese sa esprimere» ha detto la padrona di casa, il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

LA COLLEZIONE
I capolavori in dotazione alla Farnesina sono quasi 400, tutti a firma di alcuni dei più grandi artisti del Novecento. Le formule che rendono possibile il ”transito” di queste opere belle, ma costose, sono essenzialmente due: il comodato d’uso gratuito e le donazioni da parte di artisti, fondazioni, collezionisti, mecenati o, in rari casi, di gallerie d’arte. La Farnesina, quindi, non è proprietaria della propria collezione, ma ciò non le impedisce di esporla in giro per il mondo, in mostre che ovunque sono molto apprezzate e visitate, o di favorire l’acquisto di qualche ”pezzo” da parte di qualche visitatore interessato. In questo modo la collezione si è fregiata di alcune delle più significative realizzazioni di molti testimoni delle varie correnti dell’arte contemporanea italiana: Mimmo Paladino, Carla AccardiMario MerzMaiorano Serafino,Agostino Bonalumi, Jannis Kounellis, Mario SironiOttone RosaiArturo Martini,Mario SironiGio’ Pomodoro e Lucio Fontana e molti altri. Ma anche più recenti come Luigi Ontani e Gianni Asdrubali o Oliviero Rainaldi e Alberto Di Fabio. A loro presto si aggiungeranno tra gli altri, anche i lavori di Agostino Iacurci, un’opera site specific, e di Elena Bellantoni, una visual artist che porterà in dotazione della collezione, per la prima volta nella storia, un video artistico.

I COMMENTI
Nella sala Mappamondi della Farnesina c’era molta gente ieri sera, tutti per applaudire ancora una volta a questo gioiellino che il ministero custodisce così accuratamente. Per l’occasione è intervenuto anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: «Dobbiamo anche investire sul futuro, sull’arte contemporanea, sui talenti italiani, non limitandoci quindi alla tutela del passato. Nella riforma del Mibact – ha aggiunto – l’arte contemporanea avrà un ruolo centrale ed è evidente che se vogliamo investire sulla bellezza e sulla creatività italiane dobbiamo utilizzare al meglio tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per promuovere il nostro patrimonio nel mondo».
«Con questa collezione – gli ha fatto eco Mogherini – faremo vedere ai nostri ospiti la parte più bella dell’Italia: l’arte. Spesso ci concentriamo sull’economia del paese ma dimentichiamo che la nostra più grande risorsa è la cultura e le delegazioni diplomatiche che entreranno d’ora in poi al ministero potranno constatarlo grazie a questa collezione».

Alessandro Caruso

Info: www.collezionefarnesina.com

http://insideart.eu/2014/05/30/la-collezione-farnesina/

Stasera alla Fondazione Pastificio Cerere inaugura “The Dream of Warsaw”

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Nell’ambito di In Polonia, cioè dove? progetto dedicato all’approfondimento della scena artistica contemporanea in Polonia – l’Istituto Polacco di Roma e la Fondazione Pastificio Cerere presentano la mostra The Dream of Warsawa cura di Gabi Scardidal 29 maggio al 31 luglio 2014 presso gli spazi della Fondazione.

La mostra è il primo appuntamento del progetto In Polonia, cioè dove?ideato da Ania Jagiello, responsabile del programma d’arte contemporanea dell’Istituto Polacco, e da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere.

Il titoloThe Dream of Warsaw, richiama l’omonima canzone di Czeslaw Niemen, ma anche il film di Artur Zmijewski (del 2005) presente in mostra, e lascia intuire il tema centrale del progetto: una riflessione sulla città di Varsavia e sulle sue trasformazioni.

L’esposizione presenta le opere di dieci artisti polacchi – Miroslaw Balka, Janicka & Wilczyk, Agnieszka Kalinowska, Paulina Olowska, Aleksandra  Polisiewicz, Katarzyna Przezwanska, Konrad Pustola, Joanna Rajkowska, Aleksandra Wsilkowska e Artur Żmijewski – i cui lavori esplorano la realtà visibile o celata di Varsavia: una città che si presenta oggi complessa, frammentaria, diversificata, contraddittoria, ma carica di uno straordinario potenziale di trasformazione.

Il progetto è accompagnato inoltre da un programma di incontri che si svolgeranno al MAXXI per approfondire i temi affrontati nella mostra.

IL PROGETTO

Poche città testimoniano tanto efficacemente  quanto Varsavia  i corsi e i ricorsi della storia, i traumi e le ferite che politiche e ideologie possono infliggere a una città e ai suoi abitanti. Dall’edificazione della città storica alle integrazioni moderniste, alla sua trasformazione in teatro di tragedia e alla devastazione bellica della Seconda Guerra Mondiale, alla ricostruzione del periodo comunista, la città ha subito una serie di trasformazioni radicali. E ancora oggi Varsavia è incalzata da un accelerato processo di metamorfosi che avviene sotto i nostri occhi, in tempo reale.

Il processo si è svolto attraverso un continuo segnare, cancellare e di nuovo inscrivere segni sulla città, che manifesta una straordinaria capacità di assorbire il cambiamento, di rigenerarsi, e che costituisce, nel suo insieme e nelle sue parti, una testimonianza delle possibili variazioni sul tema della demolizione e della rigenerazione.

La mostra comprende opere di artisti che si sono confrontati con Varsavia sul piano dell’esperienza, dell’azione, della progettualità, dando origine a lavori che, nella diversità di approcci e di esiti, esprimono l’aspirazione a una rinnovata consapevolezza dello sguardo e l’esigenza di nuovi modi di vivere la città.

Inaugurazione: giovedì 29 maggio 2014 ore 19.00

Apertura al pubblico: 29 maggio – 31 luglio 2014

Fondazione Pastificio Cerere
via degli Ausoni 7, Roma

 

UFFICIO STAMPA

 Ludovica Solari | +39 335 577 17 37 | press@ludovicasolari.com

Chiara Valentini | +39 348 921 44 56 | chiara@chiaravalentini.org

 

foto: Paulina Olowska, 3, dalla serie Accidental Collages, 2004

stampa a colori su carta, 84 x 70 cm

Courtesy Museo d’Arte Moderna di Varsavia

THE DOUBLE ROOM in collaborazione con MABI presenta hour party – 1 anno di hour interview

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Proiezioni, arte contemporanea e musica per festeggiare il primo anno di ricerca del progetto. 

Nella serata saranno presentati tutti i video realizzati da hour interview e parte dei form compilati dagli artisti.

Le video interviste agli artisti, volte a mettere in evidenza l’aspetto più intimo del processo creativo, creano un ponte tra gli artisti e il pubblico.

Come la specifica musica dei ritratti video cerca di connotare i singoli artisti, durante la serata un Dj set cercherà di seguire i tempi del party coinvolgendo e seguendo il ritmo del momento.

Nell’ambito della serata sarà presentato in preview il nuovo video dedicato a Luana Perilli, la versione beta del sito internet di • hour Interview • e una nuova sezione del progetto dedicata alla produzione.

Saranno inoltre offerti alla consultazione i form che indagano attraverso le 24 ore della giornata il quotidiano degli artisti.

Dopo le proiezioni • hour Party • proseguirà a ritmo di musica secondo le tonalità post rock, soft house e downtempo di Chiara Fazi – Selectalo – e Luca Segnalini.

Artisti :

Andrea Aquilanti; Davide D’Elia; Marco Bernardi; Francesca Romana Pinzari; Muta Imago; Daniele Spanò; Hauser & Voltan; Donato Piccolo; Sten & Lex; Gioacchino Pontrelli; Michela De Mattei; Luana Perilli

Progetto a cura di Mauro Piccinini | Evento a cura di Ludovica Palmieri

• hour party • Giovedì 5 giugno 2014

19.00 | 19.30 – presentazione sito • hour interview •

19.30 | 20:45 – Proiezioni primi 11 video

20:45 | 21:30 – Aperitivo

21.30 | 21.45 – Preview Luana Perilli e Muzzle Design

21.45 – Dj set, aperitivo

• hour interview •

Ideato da Mauro Piccinini in collaborazione con Sguardo Contemporaneo, hour interview vuole mappare il mondo degli artisti e generare un ponte con gli osservatori.

L’ approccio di ricerca del progetto risiede in una modalità d’indagine che esula dalle interviste domanda/risposta; dando così all’artista la possibilità di “raccontarsi” in modo più intimo.

Il progetto si compone di due sezioni: la prima è un foglio pieghevole, un form scandito dalle 24 ore del giorno ed aperto a tutti gli artisti che vogliono dare un estratto della loro “giornata tipo”, mentre la seconda parte è costituita da video dedicati ad artisti selezionati.

The Double Room – via degli Ausoni 5, Roma

 

Elger Esser e la nostalgia del paesaggio

Elger Esser, Ninfa_ Klytia

Roma. Un tuffo nei ricordi di Elger Esser, nella sua infanzia. Un viaggio dal sapore nostalgico quello che l’artista tedesco racconta attraverso le sue fotografie in mostra allaGalleria Alessandra Bonomo dal 5 giugno.
«Ab Olympo» infatti parte proprio dalle ricorrenti gite di Elger Esser al Giardino di Ninfa, visitato con il padre quand’era piccolo,  quando, come ricorda l’artista, «andavo in giro per le campagne romane fermandomi ad ammirare quel piccolo sbocco della strada ninfiana dove si intravede il lago, la torre ed alcune rovine della vecchia Ninfa, che all’epoca era proprietà privata…». A colpire l’artista è soprattutto l’acqua, nel Giardino di Ninfa così imperturbabile da rendere il luogo senza tempo e quasi  mitologico. I suoi scatti, in cui la natura è protagonista e ha sempre la meglio sulla figura umana, sono così poetici da ricordare le classiche pitture di paesaggio. Un legame concreto quello con la pittura, una relazione che come spiega Elger Esser «è presente sin dall’invenzione della fotografia. Già Charles Baudelaire ne scrive nel 1859, ed anche dello scisma tra i realisti fotografi e gli “immaginativi”… Bonnard fotografava, Delacroix scrisse che non avrebbe mai dipinto se la fotografia non fosse stata inventata prima… Sono cresciuto con il Rinascimento italiano e con i dipinti funerari dell’ antica Roma….Non c’era via di scampo». 
Del suo percorso e dei suoi nuovi lavori l’artista parlerà il 4 giugno alle 18 a Palazzo Altemps, durante il ciclo di incontri dedicati al paesaggio e alla pittura.

Ab Olympo, dal 5 giugno al 30 luglio
Galleria Alessandra Bonomo, 
Via del Gesù 62, orario: lun-ven  12-19, sabato su appuntamento tel. 06 69925858
http://www.bonomogallery.com

di Giulia Fontani, edizione online, 26 maggio 2014

Maurizio Cascella | INNER DOOR

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A metà strada tra arte e design si colloca la ricerca artistica di Maurizio Cascella (Pescara 1977) che unisce l’interesse per il colore, protagonista assoluto dei suoi lavori, all’attenzione costante per l’architettura organica. La materia cromatica costituisce il motore e l’oggetto della ricerca di Cascella, che attraverso la sperimentazione di materiali e tecniche diverse tende ad una sua pura rappresentazione. Mentre l’architettura organica, caratterizzata da un’estrema simbiosi con il territorio, rappresenta per l’artista il luogo mentale in cui ricercare la forma, sintetica e semplice, per la manifestazione del colore.

Tali premesse costituiscono la chiave per ‘entrare’ pienamente nella mostra Inner Door, caratterizzata da un gioco di echi e rimandi in cui una stessa forma – quella di una porta deformata, che nelle fattezze richiama più l’apertura di una grotta che quella di una casa – viene reiterata dall’artista in materie e cromie diverse per creare un déjà vu nello spettatore ma anche per spingerlo ad andare quotidianamente oltre il proprio limite. Stilizzata, trasformata quella forma primigenia che ritorna costantemente, rappresenta per l’artista l’archetipo della porta, intesa come soglia al limite tra il naturale e l’artificioso, presente, se pur diversa, in ogni circostanza. Come se attraverso la reiterazione di tale forma l’artista ci invitasse a superare quelle barriere interne che spesso ci imponiamo inconsciamente.

Inner door è composta da un corpus di opere volutamente ristretto, al fine di mostrare in maniera chiara gli ultimi esiti della ricerca artistica di Maurizio Cascella, da sempre condotta in parallelo alle attività legate alla musica. Le opere in mostra disegnano un ritmo in crescendo che delinea la graduale conquista della terza dimensione da parte dell’artista, presente in nuce sin dai primi lavori.

Leggerezza e sospensione caratterizzano le sei opere della serie Door Paper, realizzate in carta di riso a partire da matrici in legno, sempre diverse che ripercorrono con le loro forme inconsuete l’eterogeneità della porta nell’interpretazione dell’artista. I fogli sembrano librarsi all’interno delle cornici, come se fossero in spazio aperto.

Al limite del design si collocano i tre grandi lavori tratti dalla serie Porta Lacca, realizzati in legno laccato. La forte componente architettonica che li caratterizza deriva dai volumi asimmetrici e sporgenti che rivelano, nel gioco di spazi, la passione di Cascella per l’interior design.

L’interesse per i materiali si riaffaccia nella serie Solid, anch’esse preziose opere in legno laccato, in cui l’archetipo della porta appare svincolato dal pieno circostante, per stagliarsi libero nello spazio. I quattro moduli tridimensionali, infatti, affrancano l’immagine della porta dal quadro, toccando così il punto di massima libertà nel percorso creativo di Cascella, che in un divenire progressivo è approdato,  in maniera fantasiosa, alla scultura. A testimoniare l’inizio del suo percorso Porta #36, grande dipinto che racchiude gli elementi  cardine nella ricerca dell’artista.

Maurizio Cascella (Pescara 1977, vive e lavora a Roma).
Tra le mostre personali si ricordano:
2011 Porte , Cascella Purple, Promenade Du Port  ( Porto Cervo ); 2006: Sovrapposizione Compatta, Hotel Balocco,  Porto Cervo; Grey , Pevero Golf, Porto Cervo.
Tra le collettive
2012: Rossmut Gallery ,  Roma; Per Capita, Villa Resort Le Maschere,  Barberino Di Mugello ( Firenze ); 2007: Mlb Home Gallery, Ferrara


The Double Room
che ospita la mostra Inner Door di Maurizio Cascella è un nuovo spazio, nato a San Lorenzo nell’ambito dell’associazione culturale Mabì, luogo mentale e non solo fisico aperto alla sperimentazione, che promuove un’attività culturale eterogenea per mettere in primo piano le nuove tendenze. Arte, musica, moda e design si incontrano in una location ibrida per offrire dal giorno alla notte un’intensa programmazione culturale.

Via degli Ausoni 5, Roma
http://www.thedoubleroom.com
Dal Lunedì al Sabato | h 9.00 – 2.00
Domenica Brunch
Ingresso previo tesseramento

Jay Heikes alla Galleria Federica Schiavo

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Federica Schiavo Gallery – Piazza Montevecchio, 16 – Roma 

12:00 – 19:00 | http://www.federicaschiavo.com

Il mondo di Jay Heikes è un mondo fatto di alchimia, di filosofia e di scienza, di magia e di realtà. Un caos di sensazioni che, nelle varie mostre degli ultimi anni, l’artista americano ha mostrato mescolando strumenti sempre diversi: la pittura, la scultura, il video, gli esperimenti fotografici e le sue amate alterazioni chimiche. Nell’ultima mostra, dal titolo “Ra”, Heikes parte da queste due lettere, per spaziare dal concetto di radioattività per arrivare fino al nome del dio Sole, due cose apparentemente molto lontane, ma che in realtà fanno parte dello stesso viaggio psichedelico.

Giulia Fontani

http://roma.zero.eu/2014/05/15/jay-heikes-ra/

Domani incontro con Olivo Barbieri a Palazzo Altemps

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“Site Specific_Roma 2003”, Olivo Barbieri

Continuano gli incontri dedicati alla riflessione sullo stato del paesaggio contemporaneo e alla sua trasformazione nel tempo.

Già due personalità di spicco della fotografia internazionale hanno discusso di questo tema: Simon Norfolk e Paolo Ventura. Domani sarà la volta di Olivo Barbieri che mosterà i suoi lavori più recenti e sarà intervistato dal curatore e fotografo Marco Delogu.

Il progetto INCONTRI AD ALTEMPS , è ideato e curato da Alessandra Capodiferro e Valeria Grilli, con il supporto curatoriale per la parte fotografica diMarco Delogu ,  e si svolge presso il Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, tutti i mercoledì  di maggio alle ore 18.00,  e il 4 giugno. 

CALENDARIO:

mercoledì 21 maggio 2014, ore 18.00
               Paesaggio contemporaneo. La forma della città, da Roma a Houston
               Conversazione tra Olivo Barbieri e Marco Delogu

                                                              

mercoledì 28 maggio 2014, ore 18.00
               Geometrie del caos. Paesaggi di rovine nelle foto di Josef Koudelka
             Marcello Barbanera racconta Josef Koudelka

                                                              

mercoledì 4 giugno 2014, ore 18.00
               Forme del tempo e della memoria
               Conversazione tra Elger Esser e Bartolomeo Pietromarchi

 

COMUNICATO STAMPA:

Incontri ad Altemps

Paesaggio e Fotografia

I mercoledì di maggio e il 4 giugno 2014, ore 18.00

Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps

via Sant’Apollinare 8, Roma

CHE COSA È SUCCESSO AL PAESAGGIO NEI 30 ANNI TRASCORSI DAL “VIAGGIO IN ITALIA” DI LUIGI GHIRRI, PROGETTATO E REALIZZATO NEL 1984 DA 20 FOTOGRAFI?

Per avviare una riflessione sullo stato del paesaggio contemporaneo, e la sua trasformazione nel tempo, a partire da questo interrogativo la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e la Presidenza Regionale FAI-Fondo Ambiente Italiano Lazio, in collaborazione con Electa, hanno invitato a discuterne cinque grandi fotografi contemporanei nel ciclo Incontri ad Altemps, dal tema Paesaggio e Fotografia. La fotografia intesa come sguardo speciale che esprime un punto di vista, una domanda, e non soltanto un’immagine documentaria. Una riflessione che coinvolge a pieno titolo chi è preposto alla tutela del patrimonio, insieme alla sua conservazione e valorizzazione.

INCONTRI AD ALTEMPS. PAESAGGIO E FOTOGRAFIA, progetto ideato e curato da Alessandra Capodiferro e Valeria Grilli, e con il supporto curatoriale per la parte fotografica di Marco Delogu, prosegue presso il Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, tutti i mercoledì alle ore 18.00, fino al 4 giugno. Si è aperto lo scorso 7 maggio con la presenza di Simon Norfolk che ha presentato il suo più recente lavoro, ancora inedito. Le sue immagini dell’Afghanistan hanno permesso di riflettere su quello che sta accadendo in Siria ed è già successo in Iraq.

 I prossimi incontri:

mercoledì –  21 maggio

Paesaggio contemporaneo. La forma della città, da Roma a Houston

Olivo Barbieri è un grande testimone del progetto di Luigi Ghirri “Viaggio in Italia”, al quale prese parte. Primo lavoro sistematico sul paesaggio italiano sviluppato da 20 fotografi, Barbieri è in grado di raccontare come era e come si è trasformato in questi 30 anni, anche a confronto con le metropoli e città estere che continua a fotografare nella serie “site specific”. Viene intervistato dal fotografo e curatore Marco Delogu sull’esperienza di allora e il paesaggio attuale, mostrando i suoi recenti scatti.

 

mercoledì – 28 maggio

Geometrie del caos. Paesaggi di rovine nelle foto di Josef Koudelka

Josef Koudelka, uno dei più grandi fotografi viventi, rimasto inizialmente anonimo quando vennero diffuse le sue foto dei carrarmati russi che invadevano Praga, ha raccontato e racconta in molti dei suoi lavori la geometria del caos: un paesaggio disegnato dall’uomo, spesso assente nei suoi scatti. Come nella bellissima serie “Teatro del tempo”: immagini panoramiche di Roma in bianco e nero. Koudelka ha scelto di far parlare le sue fotografie, lasciando a Marcello Barbanera,professore di archeologia e storia dell’arte greca e romana che da anni studia la metamorfosi delle rovine, il compito di illustrare i contenuti del suo lavoro.

 

mercoledì –  4 giugno

Forme del tempo e della memoria

Elger Esser, formatosi alla scuola di Düsseldorf, parla del suo viaggio in Italia negli anni recenti, e delle tracce del passato custodite dal paesaggio stesso, con Bartolomeo Pietromarchi, direttore della Fondazione Antonio Ratti di Como. Racconterà la fascinazione per il Giardino di Ninfa, e le tracce della memoria che affiorano nelle sue immagini fatte di prati, acqua, luce.

 

I fotografi| biografia

 

Paolo Ventura è nato nel 1968 a Milano, dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Il suo lavoro è stato esposto in musei e gallerie private di tutto il mondo ed è presente nelle collezioni permanenti del Museum of fine Arts di Boston, la Library of Congress di Washington, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e il MACRO di Roma. Tra i suoi recenti lavori Paolo Ventura. Mago futurista al Mart di Rovereto in cui l’artista ha lavorato sul tema della Prima Guerra Mondiale.

 

Olivo Barbieri è nato a Carpi (Mo) nel 1954. Frequenta la facoltà di Pedagogia e il D.A.M.S. di Bologna, dove si dedica alla ricerca fotografica, partendo dalla fotografia sociologica per poi concentrarsi sulla luce artificiale che ha per soggetto il paesaggio, l’architettura e il loro rapporto con la notte. Dal 1989 compie regolari viaggi in Cina, paese di cui studia al tempo stesso i segni della tradizione e le affinità con la cultura occidentale. Negli stessi anni visita l’India. Nel 1999 realizza una serie di immagini che raffigurano nuovi e vecchi stadi del nord e del sud della penisola. Dal 2004 realizza la serie site specific dedicata alle grandi città, ultima in ordine di tempo San Paolo.

 

Josef Koudelka, fotografo ceco naturalizzato francese, è nato nel 1938 a Boskovice. Laureatosi in ingegneria all’Università di Praga (1961), attivo come ingegnere aeronautico (1961-67), si è dedicato poi alla fotografia e ha conquistato notorietà mondiale con le immagini della primavera di Praga. Lasciata la Cecoslovacchia, ha vissuto in Inghilterra fino al 1979; successivamente si è trasferito a Parigi (1980). A partire dagli anni Ottanta, servendosi di una macchina per fotografie panoramiche, si è dedicato alle riprese di paesaggi svuotati di ogni presenza umana. Tra i suoi lavori: Chaos (1999), che racchiude un lungo reportage incentrato sul rapporto tra uomo e natura; Teatro del tempo (2003), su Roma; Piemonte (2009), sull’omonima regione; Zingari (2011).

 

Elger Esser è nato a Stoccarda nel 1967. È vissuto a Roma tra il 1969 e il 1986. Ha poi frequentato l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, frequentando i corsi di Bernd Becher. Un viaggio a Lione nel 1996 ha segnato una svolta nel suo lavoro, ottenendo un’estetica basata sull’esperienza di viaggio. Ha quindi realizzato delle serie fotografiche lungo il fiume Marna in Francia (1997), sull’architettura di Napoli e Matera (1998). Gli studi sul mare cominciano con le immagini di Ameland, in Olanda (2000), e nel 2007-08, rivolge la sua attenzione ai moli e scogliere degli Stati Uniti. Il suo ultimo lavoro è dedicato ai Giardini di Ninfa.

 

Simon Norfolk è nato a Lagos, in Nigeria, nel 1963. Ha studiato filosofia e sociologia all’università di Oxford dove uno dei suoi tutor accademici l’ha introdotto alla fotografia. Vedendo in essa un mezzo per esplorare le discussioni filosofiche in maniera più accessibile, ha completato il corso di Documentary Photography a Newport, Galles del Sud, intraprendendo una carriera da fotoreporter. Dal 1994 è passato dal fotogiornalismo alla fotografia documentaria e di paesaggio. Tra le sue pubblicazioni, For Most of It I Have No Words, del 1998, esplora luoghi che sono stati teatro di genocidio, e Afghanistan: chronotopia, del 2001, analizza le conseguenze fisiche e stratificate nel paesaggio causate da trent’anni di conflitto nel paese. Il suo lavoro più recente è Burke + Norfolk. Photographs from the War in Afghanistan pubblicato del 2013.

 Roma, maggio 2014

 

Ufficio stampa Electa

per la Soprintendenza Speciale

per i Beni Archeologici di Roma

Gabriella Gatto

tel. +39.06.47497462

press.electamusei@mondadori.it

Ufficio stampa Delegazione Fai di Roma

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tel. +39 335-49031

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