Una serata in memoria di Pina Bausch

«Danziamo, danziamo altrimenti siamo perduti». Parlava così Pina Bausch, una tra le più grandi coreografe del Novecento, prima di morire, cinque anni fa. Oggi, Massimiliano Finazzer Flory, regista e attore teatrale, anticipa l’ultimo incontro dell’ottava edizione della rassegna culturale Il gioco serio dell’arte sostenuta da Il gioco del lotto. L’incontro è in programma per il 30 giugno alle 18.30 nella galleria Nazionale di Arte antica di palazzo Barberini. La rassegna, ideata e diretta da Finazzer Flory, quest’anno ospita Paolo SorrentinoGabriele Salvatores e Carlo Verdone. L’incontro offre uno sguardo sul rapporto tra teatro, cinema e danza e Finazzer Flory dialoga con il regista vicino alla coreografa, Mario Martone. A seguireTestimonianza di Andres Neumann storico produttore della Bausch con cui lo stesso Finazzer Flory sostenne Pina prima della sua scomparsa realizzando al piccolo Teatro di Milano l’opera Vollmond. Alla fine della serata, la proiezione del film Pina di Wim Wenders, che per vent’anni ha lavorato su questo progetto realizzandolo solo dopo la morte della Bausch.

http://insideart.eu/2014/06/24/una-serata-in-memoria-di-pina-bausch/

I “Saluti da Castel Romano” di Stampone

Giuseppe Stampone, "Saluti da Castel Romano"

ROMA – A Castel Romano, a Roma, c’è un campo Rom. E Giuseppe Stampone, artista classe 1974 che vive e lavora tra la Capitale e Teramo, costantemente impegnato su temi sociali, nel campo realizzerà l’opera dal titolo Saluti a Castel Romano, che conclude il progetto ideato daqwatz in collaborazione con il Centro di Prima Accoglienza di Roma e curato da Benedetta di Loreto.

L’opera, lo si evince anche dal titolo, prosegue la serie di lavori dell’artista tra cuiSaluti dall’Aquila e Greetings from New Orleans: cartoline realizzate sui luoghi in cui sono avvenuti disastri naturali per evidenziare l’enorme distanza tra le promesse di intervento, quasi mai mantenute, e la realtà.

All’interno del campo c’è una piccola struttura chiamata “la casetta di legno”, uno spazio comunitario e una sorta di ambiente di comunicazione tra il campo stesso e la città, perché visibile dalla strada. Proprio questo spazio è stato scelto da Stampone per realizzare la sua opera, che infatti sarà un possibile schermo di dialogo tra il campo e chi ci passa di fronte.

Questa volta le cartoline non sono destinate alle istituzioni ma al mondo dell’arte e della cultura: Stampone, dopo aver preso coscienza del difficile ruolo che l’arte ha nell’ambito del progetto, vuole testarne l’efficacia reale e chiama in soccorso il proprio network internazionale di artisti, critici, curatori e intellettuali, per chiedere un aiuto a trovare una soluzione concreta e non solo teorica alla progettazione dell’opera. Per tanti anni, nell’ambito della sua ricerca chiamata global education, l’artista si è occupato di formazione su tematiche sociali urgenti.

Oggi ammaina una voluta e provocatoria bandiera bianca per riflettere sul ruolo dell’arte e su una possibile teoria del fallimento, e scrive una lettera indirizzata a tutte le personalità del mondo dell’arte: «Caro amico», inizia la lettera di Giuseppe Stampone, «ti scrivo a proposito del progetto che sono stato chiamato a fare nel campo Rom di Castel Romano. Come forse saprai, mi hanno chiesto di decorare un’aula realizzata per un progetto di didattica del Ministero della Giustizia.

«Per un anno i ragazzi del campo hanno frequentato le lezioni in questa stanza di cinque metri per sei», continua Stampone. «Ora il progetto è finito e l’aula è stata chiusa. Ora mi hanno chiesto di lasciare il mio segno in questo spazio. Questo incarico mi ha messo in un imbarazzo così profondo da trasformarsi in una crisi. Cosa importa a quei ragazzi del mio intervento all’interno della loro aula? Che cosa può essere di più di una texture con cui rivestire le pareti? Davanti a questa richiesta, ho alzato bandiera bianca. Penso che un intervento artistico in quel luogo non abbia senso, e che l’arte abbia fallito. Quello in cui credo in questo momento è solo una teoria del fallimento: l’arte non rappresenta più il nostro mondo, oggi le necessità siano altre. Forse è anche colpa mia: non sono degno di essere chiamato artista, né di scrivere queste parole. Sono stato io il primo a fallire. Il fatto è che questo progetto mi tocca da molto vicino. Infatti sono nato in una banlieu francese da genitori emigrati. Anche noi eravamo ghettizzati. Mi sento quindi dalla parte di questi ragazzi. Ho pensato allora di rivolgermi a te per chiederti un aiuto. Noi del mondo dell’arte, che viaggiamo tra le fiere, che c’incontriamo a cene eleganti, che maneggiamo grandi quantità di denaro, possiamo risolvere un problema che misura sei metri per tre? Ti ringrazio per l’aiuto che mi vorrai dare».

Il 26 giugno 2014 alle 10,30, Di Loreto, il dirigente del Centro per la Giustizia minorile del Lazio, Donatella Caponetti e il direttore del Centro di prima accoglienza, Angelo Mammana illustreranno i risultati del progetto e l’opera di Stampone, che verrà svelata il giorno stesso. Inoltre, alle ore 18, l’arci Solidarietà, che ha contribuito attivamente allo sviluppo del progetto, e il Municipio Roma IX EUR organizzano un concerto Rom per invitare la cittadinanza ad entrare in contatto con la cultura Rom.

fp

http://www.artemagazine.it/arte-contemporanea/55994/a-roma-i-saluti-da-castel-romano-di-stampone/

Iconici, ironici, onirici: il mondo dell’arte visto col sorriso

Un lavoro di Fausto Gilberti

Roma. «Iconic-Ironic» è il titolo emblematico della mostra collettiva di Neal Fox, Fausto Gilberti e Hell’O Monsters, curata da Carlo Madesani presso la Galleria Marie-Laure Fleisch. In comune questi artisti hanno molto: l’ironia e l’audacia con cui rappresentano i personaggi della società contemporanea, la velocità con cui realizzano i loro lavori e soprattutto la grandissima curiosità per altri mondi, come quello dell’illustrazione e della grafica. Se Neal Fox mescola cultura pop (spesso anche con derive splatter) a immagini estrapolate completamente dal loro contesto e inserite in situazioni paradossali, il collettivo Hell’O Monsters, concentra il proprio lavoro su un alfabeto segnico personalissimo, fatto di scenari surreali e insoliti in cui figure ibride che sembrano uscite da un quadro di Bosch salgono e scendono da una scala escheriana. Anche Fausto Gilberti attinge dal mondo attuale per riportare su carta e su tela realtà artistiche e musicali contemporanee. Caratterizza le sue immagini una figura universale stilizzata che, come spiega l’artista, «è venuta fuori nel corso del tempo; dopo aver creato personaggi connotati in maniera molto forte ho iniziato a togliere sempre di più e alla fine è venuta fuori la figura che utilizzo sempre, che quando ha il vestito è una figura femminile, quando non lo ha è un uomo o un bambino». I disegni presentati da Fleisch si ispirano al mondo dell’arte e ai suoi personaggi: da Marina Abramovic a Damien Hirst, da Manzoni a Duchamp. Lui afferma di non voler irridere nessun artista. Al contrario, dice di ispirarsi agli artisti che ha seguito nell’arco del tempo, sottolineando che «da artista non inventi mai niente dal nulla, si fanno continue variazioni sul lavoro che hanno fatto altri, si ruba qualcosa agli artisti che ti hanno preceduto, quindi è una sorta di omaggio non serioso, anzi essendo abituato a non prendermi mai sul serio quando creo un’immagine la affronto sempre in modo giocoso ed ironico».

Iconic-Ironicfino al 13 settembre
Galleria Marie-Laure Fleisch, vicolo Sforza Cesarini, 3a  orario: lu-ve 14-20, sa 16 – 20, tel. 06  688 91936, http://www.galleriamlf.com

di Giulia Fontani, edizione online, 23 giugno 2014
http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/6/120195.html

Iconici, ironici, onirici: il mondo dell’arte visto col sorriso

Un lavoro di Fausto Gilberti

Roma. «Iconic-Ironic» è il titolo emblematico della mostra collettiva di Neal Fox, Fausto Gilberti e Hell’O Monsters, curata da Carlo Madesani presso la Galleria Marie-Laure Fleisch. In comune questi artisti hanno molto: l’ironia e l’audacia con cui rappresentano i personaggi della società contemporanea, la velocità con cui realizzano i loro lavori e soprattutto la grandissima curiosità per altri mondi, come quello dell’illustrazione e della grafica. Se Neal Fox mescola cultura pop (spesso anche con derive splatter) a immagini estrapolate completamente dal loro contesto e inserite in situazioni paradossali, il collettivo Hell’O Monsters, concentra il proprio lavoro su un alfabeto segnico personalissimo, fatto di scenari surreali e insoliti in cui figure ibride che sembrano uscite da un quadro di Bosch salgono e scendono da una scala escheriana. Anche Fausto Gilberti attinge dal mondo attuale per riportare su carta e su tela realtà artistiche e musicali contemporanee…. (il testo integrale è disponibile nella versione cartacea de Il Giornale dell’Arte)

Giulia Fontani

edizione online, 23 giugno 2014
http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/6/120195.html

Premio Maxxi 2014 – Vince Marinella Senatore

Marinella Senatore si è aggiudicata il “Premio MAXXI”, che ha visto partecipare anche Yuri Ancarani, Micol Assaël e Linda Fregni Nagler. L’opera vincitrice è più che altro un progetto sociale, basato su una serie di incontri in cui cinema, fotografia, danza e teatro diventano il fulcro del lavoro dell’artista. “The School of Narrative Dance” è culminata con una performance corale: oltre 300 persone unite a formare una comunità, un nucleo in cui il singolo ha il suo peso e il suo senso solo in previsione dell’opera finale. A vincere, quindi, un messaggio più che l’opera vera e propria, un’idea di coinvolgimento e inclusione talmente grande da rimpicciolire le distanze fra museo e pubblico.

Giulia Fontani

http://roma.zero.eu/2014/05/28/premio-maxxi-2014/

 

MAXXI – Museo Nazionale Delle Arti Del XXI Secolo

Via G. Reni, 2/f – Roma mappa

€ 11/8

11:00 – 19:00 | http://www.fondazionemaxxi.it

DA DOMANI VILLA APERTA – FESTIVAL DI MUSICA POP, ELECTRO E ROCK

VILLA APERTA - Festival di musica pop, electro e rock V edizione

Da domani al 21 giugno 2014 torna Villa Aperta, il festival di musica pop, electro e rock organizzato dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici nella straordinaria cornice dei giardini di Villa Medici. Le quattro serate del festival accoglieranno artisti e gruppi internazionali, attraversando i generi musicali e presentando le tendenze più innovative della scena musicale attuale.

Il programma della V edizione permetterà al pubblico romano di scoprire band emergenti e artisti che hanno segnato la storia del rock. La magia di Villa Medici e l’incredibile vista su Roma renderanno assolutamente perfetta l’atmosfera creata da questo mix di sonorità ed energie.

Domani, mercoledì 18 giugno, in apertura del festival, si esibirà il gruppo parigino post-rock That Summer, fondato agli inizi degli anni 90 da David Sanson, borsista dell’Accademia di Francia a Roma nell’anno 2013-2014, insieme a Etienne Bonhomme, Olivier Cavaillé e Nikolu Jorio. A seguire, i Luminal, gruppo indie rock romano creato nel 2006, premiato come “Miglior Gruppo del 2013″ al Mei, il Meeting Etichette Indipendenti. Dopo il successo dell’album Amatoriale Italia, i Luminal hanno partecipato all’edizione speciale dello storico album degli Afterhours Hai paura del buio?. Chiude la serata il trio post-punk francese Cheveu, formatasi a Parigi nel 2003. Le influenze del gruppo sono tra le più svariate, dal blues, al punk, alla musica elettronica, e la band è riconosciuta internazionalmente anche grazie a tournée di successo che hanno toccato Europa, Stati Uniti, Canada e Israele. Un nuovo album Bum è uscito quest’inverno con il famoso label indipendente parigino Born Bad Records. La line up della serata di apertura di Villa Aperta è un mix di pura energia, che mostrerà come il rock sia vivo più che mai.

Giovedì 19 giugno si esibirà il cantautore francese di origine italiana Christophe, la cui musica trova le sue origini nel rock’n’roll ma anche nella canzone d’autore francese. Raggiunge il successo internazionale nel 1965 con la canzone Aline, arrivando ai primi posti nelle classifiche in tutta Europa. Nel 1970 compone con Bernard Gérard la colonna sonora del film La Route de Salina di Georges Lautner, il cui tema principale sarà ripreso da Quentin Tarantino nel film Kill Bill 2. Christophe presenterà sul palco di Villa Medici il suo nuovo album Intime, oltre ai grandi successi che hanno fatto di lui un’icona della canzone d’autore. La stessa sera si esibirà Ramona Lisa, nuovo nome d’arte di Caroline Polachek, già ospite per la terza edizione di Villa Aperta con il suo gruppo newyorkese Chairlift, con cui attualmente sta lavorando a un nuovo progetto. Caroline Polachek ha registrato durante una residenza all’Accademia di Francia a Roma il suo primo album solo, Arcadia, caratterizzato da sonorità originali che l’artista definisce “musica elettronica pastorale” (uscito il 15 aprile 2014).

Venerdì 20 giugno appuntamento con Au revoir Simone, gruppo indie pop statunitense, tutto al femminile. Tre ragazze provenienti da Brooklyn: Erika Forster, Annie Hart e Heather D’Angelo, che hanno realizzato diversi album in questi anni, l’ultimo dei quali è Move in Spectrums del 2013. A seguire il mix di soul, blues, jazz e pop psichedelico di Connan Mockasin, musicista neozelandese che ha raggiunto la notorietà con il suo album Please Turn Me Into The Snat nel 2010, a cui seguono Forever Dolphin Love (2011) e il recente Caramel (2013). Al termine della serata, si esibirà per la prima volta in Italia Jackson and his Computerband, uno degli inventori del french touch, nome di punta della musica elettronica mondiale, che vanta collaborazioni con Brian Eno, Rustie, Aphex Twin, Justice e Grizzly Bear, per citare i più noti. Jackson and his Computerband proporrà al pubblico romano un inedito set up live avveniristico.

Il festival si concluderà sabato 21 giugno, giorno della Festa della Musica, con una carte blanche à SAVOIR FAIRE e permetterà di scoprire il meglio della scena electro francese con Gesaffelstein, la cui tecno energica, nera e ossessiva farà ballare ed emozionare il pubblico, come testimonia il suo primo album Aleph, uscito nel 2013. Gesaffelstein ha collaborato con artisti del calibro di Lana Del Rey, Cassius, Depeche Mode o ancora Kanye West con il suo amico Brodinski, con cui dividerà la scena il 21 giugno. 
Dj, produttore e remixer, Brodinski è anche il cofondatore dell’etichetta Bromance, diventata nel giro di due anni un riferimento della musica elettronica internazionale. Ultimo artista SAVOIR FAIRE, The Hacker, padrino della nuova scena electro-pop con la sua tecno fredda, che presenterà il sui nuovo live che accompagna l’uscita dell’ultimo album LOVE/KRAFT per l’etichetta Zone, che ha fondato con Gesaffelstein. Tra queste live performance, si esibirà il gruppo francese Links, capeggiato da Laurent Durupt, attualmente borsista a Villa Medici, il cui lavoro si sviluppa tra musica contemporanea ed elettronica.

In occasione del festival, ARTE, nuovo partner di Villa Aperta, colloca le sue telecamere a Villa Medici dal 18 al 21 giugno 2014. Potete trovare l’intera programmazione in diretta su ARTE Concert mentre il 21 giugno alle 19.45 andrà in onda una vasta selezione in compagnia di Marie Labory che presenterà anche ARTE Journal in diretta dai giardini di Villa Medici.

Giardini di Villa Medici 
18 – 21 giugno 2014

18 giugno That Summer / Luminal / Cheveu

19 giugno Ramona Lisa (Caroline Polachek) / Christophe

20 giugno Connan Mockasin / Au revoir Simone / Jackson and his Computerband

21 giugno The Hacker / Brodinski / Gesaffelstein / Links

I biglietti sono in prevendita su www.pointticket.it

A ccademia di Francia a Roma – Villa Medici
viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma 
T +39 06 67611

http://www.romanotizie.it/villa-aperta-festival-di-musica-pop-electro-e-rock-v-edizione.html

ART BASEL 2014 E DINTORNI

Basilea caput mundi nella settimana che la consacra a tempio dell’arte: ecco cosa c’è da vedere

Schaulager: Paul Chan, "Volumes", dettaglio, 2012 - Courtesy Paul Chan, foto Bisig & Bayer

Schaulager: Paul Chan, “Volumes”, dettaglio, 2012 – Courtesy Paul Chan, foto Bisig & Bayer

È la regina delle fiere internazionali dell’arte, meta di un pellegrinaggio sempre più ambito che fa schizzare i prezzi di alberghi e alloggi alle stelle, vede il beau monde affannarsi dietro la fitta agenda di eventi VIP o cene esclusive, riempie i locali della tranquilla cittadina svizzera fino a tarda notte.

Si tratta di Art Basel, che ogni anno a Giugno rinnova il suo appuntamento, affiancata da Design Miami/Basel, fiera parallela dedicata al design d’arte dai prezzi altrettanto inimmaginabili. E Basilea si anima di manifestazioni e fiere collaterali (Liste, Scope, Volta); ecco alcuni consigli per andare a colpo sicuro:  

Art Basel – La fiera principale è un’infilata di circa 300 gallerie che i collezionisti di primo livello affrontano quando le porte sono ancora chiuse al pubblico. Tra le italiane: Massimo De Carlo, Giò Marconi e Locarn O’Neill con uno stand monografico sul lavoro di Luigi Ontani. Per i portafogli meno ricchi c’è la sezione Statemens, vivace hub dedicato all’arte emergente.

Unlimited – La parte più godibile anche per il flâneur colpito da estemporanea passione per l’arte. Collocata all’interno di Art Basel nello spazio costruito da Herzog & De Meuron è una rassegna di lavori e installazioni che trascendono le normali dimensioni dello stand. Tra gli artisti: Laure Prouvost, vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, nonché del prestigioso Turner Prize, e il californiano Sam Falls, nell’occhio del ciclone collezionistico.

14 Rooms – È la novità assoluta: progetto curato da Hans Ulrich Obrist (Serpentine Gallery) e Klaus Biesenbach (MoMA) e realizzato in collaborazione con la Fondation Beyeler e Theatre Basel, esplora la relazione tra spazio, tempo e fisicità mettendo al centro della rappresentazione il corpo umano. Inclusi artisti popolari come Marina Abramović e Damien Hirts, che presenta una quasi sconosciuta opera giovanile.

Design Miami/Basel – Covo di facili seduzioni a cifre da capogiro, tra edizioni limitate e pezzi unici, la fiera del design espone anche rarità di interesse storico come come la F 8×8 BCC House di Pierre Jeanneret (cugino di Le Corbusier) e Jean Prouvé, per la prima volta in mostra.

Gerhard Richter e la Fondation Beyeler – Ai neofiti di questo angolo di Mitteleuropa, una visita alla Fondation Beyeler spetta come tappa obbligata. Tanto per la gloriosa mostra dedicata al pittore tedesco Gerhard Richter, quanto per il museo in sé, concepito da Renzo Piano nella verdeggiante natura svizzera.

Paul Chan allo Schaulager – I più informati sanno che allo Schaulager, non esattamente un museo, né un magazzino tradizionale, si visitano mostre eccezionali. Lo scorso anno è stata la volta di Steve McQueen, ora tocca a Paul Chan, artista appena quarantenne dall’universo complesso. Anche questo edificio porta la firma di Herzog & De Meuron. 

di Marta Galli

http://icon.panorama.it/eventi/art-basel-2014-e-dintorni/