Il diario di Mario Dondero

Clochard nella metro, Parigi, 1963. - (Mario Dondero)

Le Grandi aule delle terme di Diocleziano, a Roma, ospitano un’ampia mostra, con circa 250 opere, dedicata al fotoreporter italiano Mario Dondero.

Conosciuto soprattutto per i suoi lavori in bianco e nero, che lui definisce il “colore della verità”, Dondero ha dichiarato una volta che avrebbe fatto il giornalista se non fosse “incappato nella fotografia. Il modo per andare oltre la parola”.

Il percorso della mostra è diviso in quattro sezioni legate ai momenti storici più significativi del novecento e ai personaggi della cultura, della politica e della società che il fotografo ha ritratto nella sua carriera.

Dopo le prime immagini, ispirate a quelle di Robert Capa, si prosegue con gli scatti realizzati a Parigi, dove Dondero si trasferì nel 1954. Tra questo c’è il celebre ritratto agli scrittori del nouveau roman.

Nella sezione “La passione per la politica e la storia” sono raccolte le immagini che hanno reso celebre lo stile del fotografo italiano con il suo reportage sulla guerra tra il Marocco e l’Algeria nel 1963, i ritratti ai grandi intellettuali e artisti – come Francis Bacon, Alberto Giacometti, Pier Paolo Pasolini – e poi le contestazioni negli anni settanta in Italia e in Francia. L’ultima parte racconta infine la caduta del muro di Berlino, la Russia di Putin e la guerra in Afghanistan.

Mario Dondero è nato a Genova nel 1928. Ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste italiani e internazionali tra cui L’Unità, Le Ore, Le Monde e Le Nouvel Observateur.

La mostra durerà fino al 22 marzo 2015.

http://www.internazionale.it/foto/2015/01/09/il-diario-di-mario-dondero

Era stato sostituito con un falso dai ladri, e il museo se ne accorse dopo due anni. Ora il Matisse da tre milioni di dollari torna a Caracas

Il dipinto di Matisse rubato oltre dieci anni fa a Caracas
Vicende singolari, tra le pareti dei musei. Tutto era accaduto quasi 15 anni fa, quando dalle stanze del Museo di Arte Contemporanea di Caracas venne rubatoOdalisque in Red Pants, dipinto di Henri Matisse del 1925 e che vale 3 milioni di dollari.
La particolarità della vicenda fu che solo nel 2002 il museo si accorse che il dipinto di Matisse era stato sostituito da un falso. Ladri gentiluomini, e decisamente furbi e “consapevoli”, che avevano avuto tutto il tempo di sparire chissà dove.
Ma si sa, i furti di opere di eccessivo valore non sempre vanno per il verso giusto, e così quando Pedro Antonio Marcuello Guzman e Maria Martha Elisa Ornelas Lazo nel 2012 hanno cercato di rivendere l’opera ad un hotel di Miami l’FBI li ha beccati e sono stati arrestati.
Dallo scorso autunno le autorità statunitensi hanno avviato la procedura di rimpatrio dopo che l’opera è stata nuovamente autenticata dal board del museo venezuelano e anche dal direttore dell’Archivio Henri Matisse di Parigi, Wanda de Guébriant.
Resta però un tassello da chiarire: il caso non è chiuso perché le autorità non sono state in grado di chiarire come l’opera sia stata rubata dal museo della capitale venezuelana. The Associated Press ha chiesto al ministero venezuelano della cultura di commentare il recupero del lavoro, ma un portavoce ha detto che i funzionari stanno aspettando che l’opera sia restituita nelle mani del governo venezuelano prima di fare annunci sul caso. Il sospetto è che l’opera non sia mai stata “rubata” perché portata via passando dalle stesse porte del museo, dove ora rientrerà.
 
 

INIZIANO GLI APPUNTAMENTI ESTIVI ALLA VILLA D’ESTE DI TIVOLI

Villa d

Apertura in grande stile per la stagione 2014 della manifestazione Villa d’Este di notte, le aperture notturne che offrono la possibilità di visitare il complesso rinascimentale di Tivoli nella suggestiva atmosfera dell’illuminazione notturna.
Tutti i venerdì e sabato dal 4 luglio al 13 settembre 2014.

Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, diretta dall’arch. Giorgio Palandri, la manifestazione, realizzata con la De Luca Editori d’Arte con il coordinamento scientifico e organizzativo del direttore di Villa d’Este Marina Cogotti.

Un ricco programma di iniziative animerà le 22 serate: concerti, spettacoli, assaggi rinascimentali e degustazioni di prodotti del territorio consentiranno ai visitatori di vivere appieno la loro esperienza negli spazi del palazzo e del giardino. Gli spettacoli vedono coinvolti diversi artisti ed associazioni culturali, che si esibiranno con una programmazione assai varia: musica antica e da camera, serate jazz e folk; musica per il cinema e rock. Tra questi, la Garfield Jazz Ensamble di Seattle, il chitarrista degli Europe Kee Marcello, il cembalista Basilio Timpanaro, il Quartetto Concentus, l’Accademia Ergo Cantemus. La programmazione dell’Auditorium Tivoli Lab è realizzata con il contributo della Regione Lazio.

Dodici serate saranno dedicate al gusto e ai sapori del Rinascimento, con l’iniziativa A Tavola nel Rinascimento ‘noi ci andiam dando diletto’, organizzata con la Condotta Slow Food di Tivoli e l’Associazione l’Orto dei Cuochi, con attori e musicisti delle associazioni culturali M.Th.I e M.T.M. Il Galateo di Mons. Giovanni dalla Casa, Gargantua e Pantagruel, Gusto e diletto, alcuni degli argomenti delle serate a tema tra cibo, musica e danza. Nelle altre dieci serate, sempre sulla terrazza della Pallacorda sarà possibile degustare un aperitivo con assaggi dei prodotti enogastronomici del territorio.

Nelle sale dell’appartamento superiore, sarà possibile visitare la mostra La Nuova Moda tra ‘500 e ‘600,  curata da Roberto Valeriani (compresa nel biglietto di ingresso alla Villa).

PROGRAMMA DELLE SERATE

ORARIO
venerdì e sabato, ore 20,30 – 24,00 – ultimo ingresso ore 23,00

BIGLIETTO
Biglietto unico € 11,00 + spese d’agenzia : ingresso villa + mostra + spettacolo
Ridotto: € 7,00 + spese d’agenzia (14 – 18 ) 
Gratuito: 0 – 1 3 anni

DEGUSTAZIONI
Aperitivo: Euro 8,00 necessaria prenotazione al n. 0774. 335850 
Cena rinascimentale con animazione: Euro 13,00 necessaria prenotazione al n. 0774. 335850

Per prenotazioni: 
COOP. IL SOGNO 
Viale R.Margherita, 192 00198 – Rome (Italy) 
Ph. +39/0685301758 Fax +39/0685301756 
Email: service@romeguide.it

http://www.romeguide.it/?pag=schedaeventonew&id=10709

A Tour of the Monuments in Warsaw – Secondo appuntamento oggi al MAXXI

The dream of Warsaw

Due incontri per scoprire la scena artistica contemporanea in Polonia e riflettere sulla città di Varsavia e sulle sue trasformazioni

Gli appuntamenti nascono nell’ambito della mostra The Dream of Warsaw, a cura di Gabi Scardi, dal 29 maggio al 31 luglio 2014 presso la Fondazione Pastificio Cerere, che presenta le opere di dieci artisti polacchi i cui lavori esplorano la realtà visibile o celata di Varsavia: una città che si presenta oggi complessa, frammentaria, diversificata, contraddittoria, ma carica di uno straordinario potenziale di trasformazione.

Oggi presso il MAXXI B.A.S.E alle ore 18.30 si terrà il secondo appuntamento: A Tour of the Monuments in Warsaw
Sala Graziella Lonardi Buontempo – ingresso libero fino a esaurimento posti

Il titolo dell’incontro è una parafrasi del saggio dell’artista Robert Smithson, A Tour of the Monuments of Passaic, in cui l’intera città viene descritta come una mostra d’arte contemporanea.
Il dibattito verte infatti su una serie di progetti di arte pubblica legati a Varsavia, con particolare attenzione a quelli del Parco di Scultura di Brodno-Varsavia, ideato da Pawel Althamer, e il FestivalWarsaw under Construction, organizzato dal Museo d’Arte Moderna di Varsavia.

introduce
Hou Hanru Direttore artistico del MAXXI

intervengono
Gabi Scardi Curatrice e critico d’arte
Sebastian Cichocki Curatore del Museo d’Arte Moderna di Varsavia

Appuntamento precedente
martedì 10 giugno, ore 18.30 | Shadow Architecture.Arte, economia e spazi informali di Varsavia 

Una serata in memoria di Pina Bausch

«Danziamo, danziamo altrimenti siamo perduti». Parlava così Pina Bausch, una tra le più grandi coreografe del Novecento, prima di morire, cinque anni fa. Oggi, Massimiliano Finazzer Flory, regista e attore teatrale, anticipa l’ultimo incontro dell’ottava edizione della rassegna culturale Il gioco serio dell’arte sostenuta da Il gioco del lotto. L’incontro è in programma per il 30 giugno alle 18.30 nella galleria Nazionale di Arte antica di palazzo Barberini. La rassegna, ideata e diretta da Finazzer Flory, quest’anno ospita Paolo SorrentinoGabriele Salvatores e Carlo Verdone. L’incontro offre uno sguardo sul rapporto tra teatro, cinema e danza e Finazzer Flory dialoga con il regista vicino alla coreografa, Mario Martone. A seguireTestimonianza di Andres Neumann storico produttore della Bausch con cui lo stesso Finazzer Flory sostenne Pina prima della sua scomparsa realizzando al piccolo Teatro di Milano l’opera Vollmond. Alla fine della serata, la proiezione del film Pina di Wim Wenders, che per vent’anni ha lavorato su questo progetto realizzandolo solo dopo la morte della Bausch.

http://insideart.eu/2014/06/24/una-serata-in-memoria-di-pina-bausch/

I “Saluti da Castel Romano” di Stampone

Giuseppe Stampone, "Saluti da Castel Romano"

ROMA – A Castel Romano, a Roma, c’è un campo Rom. E Giuseppe Stampone, artista classe 1974 che vive e lavora tra la Capitale e Teramo, costantemente impegnato su temi sociali, nel campo realizzerà l’opera dal titolo Saluti a Castel Romano, che conclude il progetto ideato daqwatz in collaborazione con il Centro di Prima Accoglienza di Roma e curato da Benedetta di Loreto.

L’opera, lo si evince anche dal titolo, prosegue la serie di lavori dell’artista tra cuiSaluti dall’Aquila e Greetings from New Orleans: cartoline realizzate sui luoghi in cui sono avvenuti disastri naturali per evidenziare l’enorme distanza tra le promesse di intervento, quasi mai mantenute, e la realtà.

All’interno del campo c’è una piccola struttura chiamata “la casetta di legno”, uno spazio comunitario e una sorta di ambiente di comunicazione tra il campo stesso e la città, perché visibile dalla strada. Proprio questo spazio è stato scelto da Stampone per realizzare la sua opera, che infatti sarà un possibile schermo di dialogo tra il campo e chi ci passa di fronte.

Questa volta le cartoline non sono destinate alle istituzioni ma al mondo dell’arte e della cultura: Stampone, dopo aver preso coscienza del difficile ruolo che l’arte ha nell’ambito del progetto, vuole testarne l’efficacia reale e chiama in soccorso il proprio network internazionale di artisti, critici, curatori e intellettuali, per chiedere un aiuto a trovare una soluzione concreta e non solo teorica alla progettazione dell’opera. Per tanti anni, nell’ambito della sua ricerca chiamata global education, l’artista si è occupato di formazione su tematiche sociali urgenti.

Oggi ammaina una voluta e provocatoria bandiera bianca per riflettere sul ruolo dell’arte e su una possibile teoria del fallimento, e scrive una lettera indirizzata a tutte le personalità del mondo dell’arte: «Caro amico», inizia la lettera di Giuseppe Stampone, «ti scrivo a proposito del progetto che sono stato chiamato a fare nel campo Rom di Castel Romano. Come forse saprai, mi hanno chiesto di decorare un’aula realizzata per un progetto di didattica del Ministero della Giustizia.

«Per un anno i ragazzi del campo hanno frequentato le lezioni in questa stanza di cinque metri per sei», continua Stampone. «Ora il progetto è finito e l’aula è stata chiusa. Ora mi hanno chiesto di lasciare il mio segno in questo spazio. Questo incarico mi ha messo in un imbarazzo così profondo da trasformarsi in una crisi. Cosa importa a quei ragazzi del mio intervento all’interno della loro aula? Che cosa può essere di più di una texture con cui rivestire le pareti? Davanti a questa richiesta, ho alzato bandiera bianca. Penso che un intervento artistico in quel luogo non abbia senso, e che l’arte abbia fallito. Quello in cui credo in questo momento è solo una teoria del fallimento: l’arte non rappresenta più il nostro mondo, oggi le necessità siano altre. Forse è anche colpa mia: non sono degno di essere chiamato artista, né di scrivere queste parole. Sono stato io il primo a fallire. Il fatto è che questo progetto mi tocca da molto vicino. Infatti sono nato in una banlieu francese da genitori emigrati. Anche noi eravamo ghettizzati. Mi sento quindi dalla parte di questi ragazzi. Ho pensato allora di rivolgermi a te per chiederti un aiuto. Noi del mondo dell’arte, che viaggiamo tra le fiere, che c’incontriamo a cene eleganti, che maneggiamo grandi quantità di denaro, possiamo risolvere un problema che misura sei metri per tre? Ti ringrazio per l’aiuto che mi vorrai dare».

Il 26 giugno 2014 alle 10,30, Di Loreto, il dirigente del Centro per la Giustizia minorile del Lazio, Donatella Caponetti e il direttore del Centro di prima accoglienza, Angelo Mammana illustreranno i risultati del progetto e l’opera di Stampone, che verrà svelata il giorno stesso. Inoltre, alle ore 18, l’arci Solidarietà, che ha contribuito attivamente allo sviluppo del progetto, e il Municipio Roma IX EUR organizzano un concerto Rom per invitare la cittadinanza ad entrare in contatto con la cultura Rom.

fp

http://www.artemagazine.it/arte-contemporanea/55994/a-roma-i-saluti-da-castel-romano-di-stampone/

Iconici, ironici, onirici: il mondo dell’arte visto col sorriso

Un lavoro di Fausto Gilberti

Roma. «Iconic-Ironic» è il titolo emblematico della mostra collettiva di Neal Fox, Fausto Gilberti e Hell’O Monsters, curata da Carlo Madesani presso la Galleria Marie-Laure Fleisch. In comune questi artisti hanno molto: l’ironia e l’audacia con cui rappresentano i personaggi della società contemporanea, la velocità con cui realizzano i loro lavori e soprattutto la grandissima curiosità per altri mondi, come quello dell’illustrazione e della grafica. Se Neal Fox mescola cultura pop (spesso anche con derive splatter) a immagini estrapolate completamente dal loro contesto e inserite in situazioni paradossali, il collettivo Hell’O Monsters, concentra il proprio lavoro su un alfabeto segnico personalissimo, fatto di scenari surreali e insoliti in cui figure ibride che sembrano uscite da un quadro di Bosch salgono e scendono da una scala escheriana. Anche Fausto Gilberti attinge dal mondo attuale per riportare su carta e su tela realtà artistiche e musicali contemporanee. Caratterizza le sue immagini una figura universale stilizzata che, come spiega l’artista, «è venuta fuori nel corso del tempo; dopo aver creato personaggi connotati in maniera molto forte ho iniziato a togliere sempre di più e alla fine è venuta fuori la figura che utilizzo sempre, che quando ha il vestito è una figura femminile, quando non lo ha è un uomo o un bambino». I disegni presentati da Fleisch si ispirano al mondo dell’arte e ai suoi personaggi: da Marina Abramovic a Damien Hirst, da Manzoni a Duchamp. Lui afferma di non voler irridere nessun artista. Al contrario, dice di ispirarsi agli artisti che ha seguito nell’arco del tempo, sottolineando che «da artista non inventi mai niente dal nulla, si fanno continue variazioni sul lavoro che hanno fatto altri, si ruba qualcosa agli artisti che ti hanno preceduto, quindi è una sorta di omaggio non serioso, anzi essendo abituato a non prendermi mai sul serio quando creo un’immagine la affronto sempre in modo giocoso ed ironico».

Iconic-Ironicfino al 13 settembre
Galleria Marie-Laure Fleisch, vicolo Sforza Cesarini, 3a  orario: lu-ve 14-20, sa 16 – 20, tel. 06  688 91936, http://www.galleriamlf.com

di Giulia Fontani, edizione online, 23 giugno 2014
http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/6/120195.html